Ieri si è svolto a Sassari l’incontro formativo “Dalla violenza si può uscire: il sapere professionale dei Centri Anti-violenza”, diretto a studentə universitarə e assistenti sociali, organizzato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali (DUMAS) dell’ Università di Sassari in collaborazione con l’Ordine Regionale deə Assistenti Sociali.
Le relatrici, provenienti da diversi servizi antiviolenza sardi, hanno parlato delle metodologie e strumenti per supportare le donne che subiscono violenza e ə loro figlə, ponendo l’accento anche sulle azioni di sensibilizzazione e formazione che sono necessarie ad arginare questo fenomeno ormai strutturale, attraverso la decostruzione di stereotipi e categorizzazioni di genere.
In particolare, si è evidenziato come l’azione di rete tra i Centri Antiviolenza-CAV, le Case di Accoglienza e i soggetti istituzionali, come i servizi sociali territoriali, sia fondamentale per fornire un corretto supporto alle donne, con la condivisione di metodologie e buone pratiche che fanno perno sull’interazione di diverse figure professionali che operano nei servizi antiviolenza (psicologhe-psicoterapeute, assistenti sociali, educatrici, avvocate, mediatrici linguistiche e culturali) con ə professionistə dei servizi che fanno parte di questa rete più ampia, in cui intervengono anche soggetti del terzo settore.
Il seminario è stato realizzato all’interno delle azioni del progetto Free.Da-Liberə dalla violenza, sostenuto dalla Fondazione con il Sud mediante 2° bando per il contrasto della violenza di genere.
Fra le relatrici, erano presenti Emanuela Bussu (coordinatrice della Casa di Accoglienza) e Giorgia Puddu (assistente sociale del CAV) di Progetto Aurora, il servizio antiviolenza gestito da Porta Aperta per il PLUS di Sassari, Porto Torres, Sorso e Stintino, che è stato potenziato con il progetto Free.Da.







